Aggiornamenti CSRD 2026: Omnibus, ESRS e cose da fare

scritto da

Dott. Christopher Scheubel

Omnibus riduce l'ambito CSRD (1.000 dipendenti/450 milioni di euro). L'EFRAG semplifica ESRS -61% di dati). Cosa dovrebbero fare ora le aziende.

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Aggiornamenti CSRD 2026: Omnibus, ESRS e cose da fare

Aggiornamenti CSRD 2026: cosa cambia realmente la procedura omnibus e come prepararsi in modo adeguato fin da ora

Il 2026 inizia con un raro mix di sollievo e urgenza di agire: sollievo perché il pacchetto Omnibus limita notevolmente la cerchia delle aziende soggette agli obblighi CSRD. Urgenza di agire perché le aziende che rimangono nel pacchetto dovranno fornire dati attendibili a partire dal prossimo ciclo di rendicontazione, compresa la verificabilità.

Nel nostro primo articolo del 2026 abbiamo analizzato proprio questo aspetto: cosa è stato deciso a livello politico (Omnibus)? Cosa deve essere attuato a livello operativo (ESRS da parte dell'EFRAG)? E cosa significa questo concretamente per i dati, i processi, la catena di fornitura e la revisione?

Ecco una sintesi pratica sotto forma di articolo di blog che puoi utilizzare direttamente come orientamento e roadmap interna.

1) CSRD 2.0: meno aziende interessate e maggiore chiarezza nell'attuazione

Nel dicembre 2025 il Parlamento europeo ha deciso una significativa semplificazione della rendicontazione di sostenibilità: in futuro la rendicontazione CSRD si applicherà solo alle aziende che (i) hanno più di 1.000 dipendenti e (ii) un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro.

Parallelamente, l'EFRAG, l'istituzione che sta dietro ESRS ha rivisto gli standard: i dati obbligatori ("shall") sono stati ridotti del 61% e quelli facoltativi sono stati completamente eliminati.

Il risultato: meno volumi, maggiore chiarezza, ma sempre con elevati standard in termini di essenzialità, qualità dei dati e verificabilità.

2) Chi è soggetto alla CSRD e a partire da quando?

Dopo la semplificazione definitiva dell'Omnibus, l'obbligo CSRD (nell'UE) si applica alle imprese con:

  • > 1.000 dipendenti e
  • > 450 milioni di euro di fatturato netto

Importante: allo stato attuale (9 gennaio 2026), il testo omnibus è stato approvato a livello politico, ma la finalizzazione/attuazione formale è ancora in corso (tra l'altro, verifica giuridico-linguistica e fasi finali). Molti commenti prevedono la finalizzazione formale all'inizio del 2026. L'attenzione temporale si concentra sull'anno di riferimento 2027, in cui la CSRD entrerà in vigore per la maggior parte delle aziende. La conseguenza pragmatica è che il 2026 può essere utilizzato come anno di prova e di preparazione, se la rendicontazione dovrà avvenire a partire dal 2027. A quel punto, i flussi di dati, le responsabilità, i controlli, la logica di documentazione e la preparazione all'audit dovranno funzionare senza intoppi.

3) Value Chain Cap & “Shielding” tramite il VSME

Un'idea politica centrale nel pacchetto autobus è quella di limitare l'effetto trickle-down, ovvero il fatto che le grandi aziende soggette alla CSRD trasferiscano di fatto gli obblighi di rendicontazione alla catena di fornitura.

A tal fine viene rafforzato il Value Chain Cap: le imprese che rientrano nell'ambito di applicazione del CSRD non potranno richiedere alle imprese che non rientrano in tale ambito informazioni che superino un limite massimo definito, che dovrà essere basato sullo standard volontario VSME.

Cosa significa questo nella pratica?

  • Wenn du <1.000 Mitarbeitende hast, bekommst du ein rechtliches Argument, Anfragen abzulehnen, die über VSME hinausgehen.
  • Se sei soggetto alla CSRD, devi prepararti a questo:
    • Riceverai meno dati primari dalla catena di fornitura.
    • Devi stimare/modellare di più (ad esempio tramite medie industriali, dati proxy, dati di attività estrapolati).

Il limite massimo sarà sancito dalla legge, ma la sua applicazione richiederà tempo. Nel nostro ultimo webinar sull'argomento è stata posta una domanda assolutamente tipica: "Il nostro cliente (un grande OEM) richiede comunque più dati. Cosa fare?"
La risposta onesta: avere ragione non significa ottenere immediatamente giustizia. Il limite massimo si affermerà nella pratica solo con il tempo e con i precedenti. Per molti fornitori, a breve termine vale la regola: garantire i rapporti commerciali, costruire parallelamente una struttura dati e passare alla standardizzazione VSME a medio termine.

4) ESRS da parte dell'EFRAG: cosa cambia realmente dal punto di vista operativo

All'inizio di dicembre 2025, l'EFRAG ha ESRS la raccomandazione tecnica per ESRS semplificato. I punti salienti sono:

1. Meno punti dati

  • -61% dei punti dati "shall" (se rilevanti)
  • Rimossi il 100% dei punti dati facoltativi ("may")

Ciò garantisce uno dei miglioramenti più importanti in assoluto: chiarezza su ciò che è realmente obbligatorio.

2. Nessuno standard specifico per settore

Omnibus elimina l'obbligo di introdurre ESRS specifici ESRS . Ciò riduce l'incertezza ed evita che il carico dei dati torni a salire vertiginosamente in un secondo momento.

3. La doppia rilevanza (DMA) diventa più semplice da applicare

La logica rimane la stessa: materialità dell'impatto + materialità finanziaria, compreso il coinvolgimento degli stakeholder.
Tuttavia, il processo diventa molto più strutturato (approccio top-down su argomenti/sottoargomenti; minore granularità nei sotto-sottoargomenti). Ciò rende la DMA più comprensibile e quindi più facile da verificare.

5) La verifica rimane nell'ambito della Limited Assurance

Omnibus mantiene il principio della verificabilità. Rimanela Limited Assurance, ovvero la prova di verifica con sicurezza limitata. Il passaggio alla Reasonable Assurance, ovvero una prova di verifica con sicurezza sufficiente, viene esplicitamente eliminato.

Per semplificare la verifica, entro il 1° luglio 2027 la Commissione europea metterà a disposizione standard uniformi a livello UE per la Limited Assurance.

Ciò che gli esaminatori vogliono vedere nella pratica è soprattutto:

  • Logica di processo (chi fa cosa, quando, come controlla?)
  • Documentazione (fatture, valori misurati, fonti attendibili)
  • Metodi di calcolo (verifica tramite ricalcolo e plausibilità)
  • Sondaggi (chi era responsabile, come sono stati raccolti i dati?)

Se il 2026 viene utilizzato come anno di prova, consigliamo di strutturare la raccolta dei dati e la logica dei documenti in modo tale che possano superare un controllo.

6) CO₂ in ESRS rimane il nucleo duro

La semplificazione dell'EFRAG punta fortemente sulla proporzionalità e sul phasing-in, ma sul tema delle emissioni di gas serra (Scope 1-3) le aspettative sono elevate, non da ultimo perché i dati e i metodi disponibili sono quelli più sviluppati. L'EFRAG descrive proprio questa linea d'azione: alleggerimento tramite rilevanza/proporzionalità con contemporanea attenzione alle informazioni fondamentali affidabili.

Come conseguenza per la rendicontazione 2026 o la preparazione per il 2027 vale quanto segue:

  • Definire il modello di dati GHG (ambiti, categorie, fonti)
  • Migliorare la qualità dei dati (basata sull'attività, ove possibile; basata sulla spesa, ove necessario)
  • Pianificare la strategia della catena del valore (calcolare il VSME-cap, documentare chiaramente la logica di stima)

7) Arriva il digital tagging (XBRL / ESEF)

Molte aziende si chiedono: «Dobbiamo già utilizzare il tagging XBRL?» Secondo la logica ufficiale, tuttavia , il tagging digitale diventerà obbligatorio solo quando la Commissione europea adotterà la tassonomia XBRL nell'ambito dell'ESEF-RTS (preparato dall'ESMA).

In pratica, ciò significa che il modello di contenuti e dati deve essere strutturato correttamente (raccolta dati strutturata, definizioni univoche). Il tagging dovrebbe essere implementato solo quando la tassonomia XBRL è definitiva.

Conclusione:

La semplificazione CSRD in combinazione con il Value Chain Cap ha conseguenze per le aziende soggette all'obbligo, ma anche per le aziende più piccole che si trovano nella catena del valore.

Raccomandazione per le imprese soggette alla CSRD (1.000 / 450 milioni di euro)

Obiettivo per il 2026: diventare audit-ready.

  1. Chiarezza dell'ambito (consolidamento, limiti di rendicontazione, catena del valore)
  2. Riorganizzare/convalidare il DMA (top-down, argomenti/sottoargomenti, stakeholder)
  3. Inventario dei dati (dove si trovano i dati? Chi li fornisce? Con quale frequenza? Qual è la loro qualità?)
  4. Prima i gas serra (ambito 1-3, metodologia, documenti giustificativi, controlli)
  5. Documentare i metodi di stima/proxy (tenendo conto della catena del valore)
  6. Inserire controlli (principio del doppio controllo, approvazioni, protocolli delle modifiche)
  7. Strutturare il report (sintesi esecutiva + logica di lettura chiara)

Se hai meno di 1.000 dipendenti (fornitori, piccole e medie imprese)

Obiettivo per il 2026: garantire la capacità di fornire informazioni con VSME invece di stress ad hoc.

  1. Stabilire VSME come standard (in modo da non dover creare qualcosa di specifico per ogni richiesta dei clienti)
  2. Classificare le richieste di dati (conformi VSME vs. "over cap")
  3. Garantire la disponibilità di consegna (rispondere in modo pragmatico alle richieste di dati a breve termine, in modo chiaro e standardizzato tramite il VSME a medio termine)

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